Mi collego a questo post pubblicato qualche ora fa, per commentare in modo un po’ polemico l'editoriale del dott. Block.
Alcuni anni fa, è stato pubblicato un volume: “Presi nella rete. Intossicazione e dipendenza da Internet”, a cura della dottoressa Kimberly S. Young, che è passato, tutto sommato, in sordina, forse perchè di taglio scolastico.
Presi nella rete
Il lato oscuro della "grande rete", quello dietro il quale si conterebbero migliaia di persone per le quali Internet è un'autentica potentissima droga, viene affrontato con taglio divulgativo nel volume intitolato “Presi nella rete. Intossicazione e dipendenza da Internet” (Kimberly S. Young, ed. Calderini).
Un titolo che non lascia margini a dubbi, perché affronta con chiarezza e rigore scientifico il fenomeno, discusso e controverso, della dipendenza on line considerandone seriamente gli effetti psichici e pratici sia sugli individui colpiti, sia sui loro familiari: sfera affettiva, lavoro e contatti sociali sarebbero i primi ad essere sacrificati sull'altare delle connessioni telematiche.
Il rischio di restare intrappolati nella rete è molto alto per tutte le fasce d’utenti.
Nella categoria degli "Internet drogati" rientrano, però, soprattutto soggetti che problemi emotivi o psichici li avevano già prima di collegarsi con il web. È chiaro, poi, che la trappola seducente scatta più facilmente per le persone insicure o insoddisfatte, che nel mare virtuale "naufragano" nel tentativo di sfuggire ad una quotidianità pesante e ad una serie di difficoltà.

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