giovedì, ottobre 25, 2007

Ancora sulla libertà di espressione

Mi aspettavo una levata di scudi, un tam tam di blog in blog che avrebbe reso la reazione dei blogger più efficace e invece il silenzio regna.

Poche voci e tanto sconcerto. Non voglio credere che i blogger siano intimiditi dal disegno e già paventino pesanti sanzioni penali. Se così è, siamo finiti, questo è il preludio all'arrendevolezza a capo chino.
Di contro, però, ho visto che si è attivata una silenziosa petizione, non c’è un vero e proprio passaparola, ma un'organizzazione che si prefigge di dare corpo alla protesta su canali di grande visibilità quali giornali e tg.

Bene, non ci lasceremo imbavagliare.

Io comunque continuo a parlarne anche se hanno promesso modifiche.
Siti web, forum, blog saranno iscritti al registro anche se non fanno informazione.
Ma in fondo co’'è l'informazione? È un pericoloso tarlo che si insedia nelle coscienze e che rischia di contagiarle, generando una coscienza che mai il popolo deve avere.
Si rende necessario risolvere il problema Grillo e il suo potere mediatico?

Un provvedimento che renderà felici molti politici, testate giornalistiche cartacee incluse.
E cosa importa se i naviganti sono in grado di discernere l’informazione veicolata dagli organi ufficiali o da webzine autorevoli, dalle chiacchiere che nascono spontaneamente nei blog?
Che importa se ogni giorno nascono migliaia di blog a cura di giovani che hanno soltanto voglia di comunicare e confrontarsi con gli altri?

Malatempora currunt!

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