In sostanza Zopa classifica i richiedenti in quattro categorie: A+, A, B e C. Chi intende prestare denaro inserisce la sua offerta specificando quanto denaro intende prestare, a quale classe di richiedenti, il periodo di tempo e il tasso di interesse che intende praticare. Facile, a questo punto, per i richiedendi individuare tra le tante offerte quella che fa per loro. A questo modello è stato dato il nome di “social lending“, cioè prestito sociale perché mette alla pari prestatore e richiedente, fino ad oggi in rapporto di netto dislivello.
Proprio l’assenza di un istituto di credito consente al prestatore di praticare condizioni molto più vantaggiose, in modo che alla fine (tra persone oneste) ci guadagnano tutti. Il richiedente che ottiene un prestito a condizioni favorevoli e il prestatore che guadagna direttamente e con facilità degli interessi su somme di denaro di cui non aveva immediato bisogno.
In Regno Unito Zopa ha funzionato e nel resto del mondo tanti servizi analoghi funzionano, Prosper in USA, Smava in Germania e così via. Funzionerà anche in Italia? Io penso di sì anche se ritengo che per lungo tempo resterà dedicato ad una nicchia, solo quando avremo il primo caso di prodotto generato grazie ad un prestito Zopa che farà parlare di sé nei media tradizionali avremo l’interessamento generale del pubblico.
Attualmente è possibile iscriversi a Zopa solo su invito, inoltrando la propria richiesta. Ovviamente in questa fase di start-up Zopa da precedenza ai prestatori in modo da creare una massa critica di denaro sufficiente a soddisfare un buon numero di richieste fin dalle prime fasi successive al lancio.

3 commenti:
Ciao Fiamma,
soltanto oggi ho scoperto il tuo interessantissimo blog.
I miei complimenti più sinceri!
Scrivi benissimo, ed i tuoi spazi sono densi di contenuti giornalistici.
Ti leggerò sempre!
Simone
Ciao Simone,
mi fa molto piacere questo tuo commento.
In linea di massima scrivo i miei punti di vista, anche se proprio questo post è tratto da un altro blog :-)
In ogni caso, l'obiettivo del mio "diario" è trattare argomenti che mi stanno a cuore o che mi interessano in modo particolare e che per la peculiarità della rete, non sono di carattere esclusivo.
La precisazione è doverosa perchè su questo punto ho letto, proprio nei giorni scorsi, una polemica abbastanza accesa, che non mi riguardava, ma che mi ha colpita.
Grazie e spero di rileggere presto altri tuoi commenti.
Fiamma,
grazie a te, per la risposta e la brillante spiegazione.
La prossima volta mi auguro di commentare un post che sia "figlio legittimo" del tuo blog :-)
Gli argomenti del tuo diario sono tutti interessanti, vale la pena approfondirli con il tuo stile e la tua curiosità.
Sono dalla tua parte,
Simone
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